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Cessioni di quote solo dal Notaio?

La disciplina delle cessioni di quote di s.r.l. con firma digitale (art.36 comma 1-bis D.L.112/2008, modificato dall'art.16 comma 12-decies del D.L.185/2008, convertito con modificazioni dalla Legge n.2/2009) continua ad essere oggetto di contrastanti interpretazioni: l'interpretazione letterale e sistematica della disciplina fa propendere per la necessità dell'autentica notarile ai fini dell'iscrizione nel Registro delle Imprese. Solo il controllo di legalità da parte di un pubblico ufficiale terzo ed imparziale può garantire l'attuale assetto del sistema, ancor più oggi per effetto della disciplina (art.16 comma 12--quater e ss. del D.L.185/2008, convertito con modificazioni dalla Legge n.2/2009) che ha abolito l'obbligo del libro soci delle s.r.l. Il Giudice del Registro delle Imprese di Vicenza con provvedimento del 17 aprile 2009 (consultabile su ilsole24ore.com) aderisce alla tesi della necessità dell'autentica notarile della firma digitale (ex art.25 del Codice dell'Amministrazione Digitale approvato con D.L.vo n.82/2005): la firma digitale autenticata dal Notaio o da altro pubblico ufficiale a ciò autorizzato ha la stessa efficacia di prova legale della firma autografa autenticata e comporta i medesimi obblighi e responsabilità in capo al pubblico ufficiale autenticante, a differenza della firma digitale non autenticata che non può dare le stesse garanzie; ed è certamente inaccettabile sul piano sistematico che sia rimesso alla libera discrezionalità delle parti quali procedure e soprattutto quali controlli scegliere.

 

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