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Il primo atto notarile informatico

Il 28 ottobre scorso si è svolta a Parigi, presso la sede del Conseil Superieur du Notariat, la cerimonia di firma del primo atto notarile europeo in originale informatico, evento presieduto dal Ministro della Giustizia Rachida Dati. La cerimonia si è svolta in due fasi. Il ministro ha innanzitutto firmato il verbale di apertura del Minutier Central, l'Archivio centrale degli atti informatici del notariato francese (la conservazione a lunghissimo termine degli atti notarili è uno dei profili qualificanti del sistema notarile latino); immediatamente dopo un notaio ha ricevuto un normale atto di compravendita di un terreno. Nel sistema prescelto dai notai francesi, l'atto viene letto sul monitor; le parti indi aggiungono l'immagine delle loro firme manoscritte, raccolte da apposite tavolette elettroniche dotate di stilo. Il testo corredato dalle immagini delle firme viene quindi trasformato in un file di tipo PDF/A, sul quale il notaio appone la propria firma digitale. Il file viene quindi inviato al Minutier Central, che conferma immediatamente online l'immediata ricezione; l'applicativo provvede infine a cancellare il file dal computer del notaio. Dal punto di vista giuridico, la procedura presenta almeno due caratteristiche degne di nota. In primo luogo, le parti non appongono una vera sottoscrizione, ma una firma elettronica leggera, al contrario della firma digitale apposta dal notaio, il che conferisce al notaio stesso un ruolo assolutamente centrale, di perno del momento genetico di questa nuova forma di documentazione digitale. In secondo luogo, oggetto di lettura è il testo come visualizzato dal word processor impiegato per la redazione, mentre il notaio firmerà un file diverso, il PDF/A come risultante dal processo di conversione. Non sembra però che la circostanza possa essere d'ostacolo neppure nel nostro ordinamento, giacché appare ormai acclarato che l'identità del documento prescinde dal supporto e dal formato. Il procedimento, in definitiva, non è dissimile dalla lettura a video di un atto destinato poi ad essere stampato. Anche il notariato italiano ha però realizzato un'adeguata infrastruttura di conservazione, del tutto paragonabile a quella francese; per l'introduzione dell'originale informatico nel nostro ordinamento non manca dunque che un idoneo intervento normativo. Passaggio di cui sarebbe errato però sottovalutare la complessità, giacché richiede che si operi un coordinamento tra l'ordinamento notarile e le specificità (giuridiche prima che tecniche) dei documenti digitali: questi ultimi non costituiscono infatti semplici equivalenti delle forme tradizionali, ma rappresentano istituti giuridici radicalmente nuovi, che come tali debbono essere trattati per la loro integrazione nel sistema.

 

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